STF 1B_289/2016 dell’8 dicembre 2016 – Ordine di consegna atti ex art. 265 CPP

Ospedale non può invocare violazione segreto professionale del team medico. Applicazione art. 194 CPP solo in presenza di un procedimento separato.

Un ospedale non è legittimato a far valere, in nome proprio, la violazione del segreto professionale dei suoi medici, imputati in un procedimento penale: nella misura in cui il ricorrente lo fa, il gravame è inammissibile e nemmeno può inoltrare una domanda di sigillamento in proprio nome (conferma della sentenza 1B_231/2015) (Consid. 2.3).

Una trasmissione di mezzi di prova ai fini penali e un’acquisizione di altri atti tra autorità rientrerebbe nell’ambito dell’assistenza giudiziaria nazionale (art. 43-48 CPP), rispettivamente in quello dell’art. 194 CPP, unicamente nella misura in cui si tratti di atti di un procedimento giudiziario o amministrativo separato (Consid. 3.3).

Nella prassi l’edizione di protocolli di trattamenti rilevanti avviene di regola per il tramite di un semplice ordine di consegna ai sensi dell’art. 265 CPP inviato all’ospedale e non sulla base di una procedura formale di assistenza giudiziaria.

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